Gli Stati Uniti, seguiti dalla Gran Bretagna e dalla Germania sono i più grandi importatori di vino italiano. Anche guardando i flussi turistici in entrata in Italia, i tre paesi rimangono ai vertici della classifica, ma in questo caso i tedeschi occupano il primo posto tra gli amanti del Bel Paese. 

Italia

Buoni motivi quindi, per chi lavora nel mondo del vino e dell’enoturismo, per imparare bene almeno l’inglese e per presentarsi sul mercato con siti web, dépliant e brochure tradotti correttamente nelle due lingue dei nostri buyers più importanti.

Purtroppo però la realtà è ben diversa. Leggendo le pagine web in lingua tedesca di alcune aziende che esportano vino o quelle di strutture ricettive (alberghi, agriturismi, ristoranti), ma addirittura anche quelle edite da istituzioni statali e comunali prettamente al servizio del visitatore straniero, ci si trova di fronte ad una mancanza di professionalità disarmante. Una volta tradotte, le informazioni più precise e le frasi più belle diventano un indovinello per i malcapitati clienti stranieri, qualcosa come la famosa lettera di Totò alla malafemmina. In poche parole: non si capisce niente.
 

Traduzioni in inglese

Prendiamo il caso di un’azienda vitivinicola tra le più importanti d’Italia che si presenta con una pagina web caratterizzata da una veste grafica elegante e classica che esprime perfettamente la sua filosofia aziendale. Peccato che sulla pagina principale del suo sito la parola “tenute”, tradotta correttamente in inglese con “estates” diventa incomprensibilmente “Dichtungen” quando si sceglie deutsch nel menu del sito. Ora, la parola tedesca “Dichtungen” significa “poesie” oppure “guarnizioni” ma non fattorie né proprietà agricole. Siccome l’azienda non vende né libri di poesia né prodotti idraulici ma vino l’utente rimane piuttosto disorientato. Come è possibile un tale errore di traduzione? La risposta è semplice: il compito di trovare la parola giusta è stato affidato ad un programma di traduzione automatica!

Questi programmi possono andar bene quando un utente che conosce bene una determinata lingua straniera cerca la traduzione di un singolo termine. Senza il ragionamento umano però la traduzione eseguita da un’applicazione informatica può essere corretta e completamente fuori luogo allo stesso tempo perché un cervello elettronico non è sempre in grado di comprendere correttamente il significato di una determinata parola analizzando il contesto in cui essa viene usata. In poche parole non sa di che cosa si parla in un testo, se si tratta di prodotti idraulici, di poesia o di una fattoria. 

Traduttore automatico

Da tutto ciò ne consegue che l’utilizzo di un traduttore automatico fa risparmiare un po’ di soldi prima ma poi danneggia pesantemente l’immagine aziendale.

Un altro problema frequente nell’uso della lingua tedesca è l'ortografia. Parole mal scritte si trovano anche nella carta dei vini di ristoranti italiani di gran classe. Che direste se viaggiando in Germania trovaste scritto sulla carta dei vini di un ristorante stellato “tschanti klassico” (come tanti tedeschi pronunciano malamente la zona vitivinicola più conosciuta dell’Italia) al posto di Chianti Classico? Non vi sembrerebbe un segno di poca serietà? Eppure è lo stesso come scrivere “Spatlese” al posto di “Spätlese“ o “Groesses Gewachs” anziché “Grosses Gewächs” nella descrizione della classificazione qualitativa di un vino tedesco venduto a prezzi non proprio popolari.  

Ristorante menuMa, mi direte, che differenza faranno questi due puntini sulla “a” o una lettera in più o in meno? Credetemi, fanno una grandissima differenza. Diciamo così, è come scrivere "la tosse pensante di Pizza" al posto di "La Torre Pendente di Pisa"! Nel miglior caso queste negligenze ortografiche fanno ridere ma quando si ripetono più spesso diventano pesanti per il lettore. Scegliendo il vino per la sua cena lussuosa un ospite vuole giustamente rilassarsi e non inciampare di continuo su parole che deve ritrasformare in una forma comprensibile prima di pensare se il vino in questione gli potrebbe piacere. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un grave problema di immagine. Nel campo della comunicazione, sbagliare ripetutamente l’ortografia del nome di un prodotto trasmette un messaggio di scarsa cura o ancora peggio di una mancante familiarità con esso. 


Per trovare il peggio ci vuole poco. In meno di cinque minuti di ricerca con Google ho trovato questa frase cliccando sulla bandiere tedesca di un agriturismo: „Der Duft der Orangeblumen … die Umarmung der Jahrhundertealten Olivebaume, das Gerausch des Meeres, … der Geschmack des Ols und der Kaum gezuchteten Frucht: diese und andere Gefuhle warten auf Sie im Agritourismus von … eine Oase mit Grune, 30 Meter von einem Strand mit einen kristallreiner Meer entferntz.“  

Tradotto in italiano l’agriturismo si presenterebbe così: „Il profumo dei fiori delle arange, l’abbraccio delle Secolari ulife, il rutore del mare, il gusto del ulio e della frutta Appena culdivate: questi ed altri sedimenti vi aspettano nell’agriturismo di… un’oasi da vere, 30 metri l’ontano da spiaggia con una mare cristalini

Ditemi, ci andreste? O forse scegliereste un altro luogo dove trascorrere i giorni preziosi delle vostre ferie?

Expo 2015Confrontate con il problema di una corretta traduzione molte aziende fanno come la volpe con l’uva. Non mettendo alcuna lingua straniera a disposizione dei visitatori del loro sito pensano di aver risolto il problema. Purtroppo, pur essendo l’italiano la quarta lingua più studiata al mondo ci sono attualmente solo circa 200 milioni di persone al mondo che capiscono un testo in italiano.

Allora mettiamo a disposizione una versione inglese e così siamo a posto, no? Ne dubito. La maggior parte delle persone predilige leggere la lingua che conosce meglio, cioè la propria. Costringerli a leggere un testo in una lingua straniera non li dispone certamente bene nei confronti di chi li dovrebbe coccolare, dare il benvenuto, essere ospitale, informare. Per il paese dell’Expo è senza alcun dubbio una pessima mossa. Che anche altri paesi facciano delle figuracce con le lingue straniere non conta niente. Non hanno l’Expo e non sono tra i paesi più ricercati per la loro enogastronomia.

Errore traduzione tedescoCerto, il tedesco non è proprio una lingua semplice e già le tastiere di molti pc italiani non rendono la vita facile a chi vuole scrivere un testo perché non prevedono gli “Umlaute” (ä, ü, ö), molto frequenti in questa lingua. Teoricamente è possibile sostituirli con ae, ue o oe ma non è proprio bello. Allora, perché non affidare il compito di scrivere o tradurre un testo ad un professionista, possibilmente madre lingua?

Purtroppo l’outsourcing, di cui ci serviamo sempre di più nell’organizzazione aziendale, è una pratica ancora poco diffusa nel campo dei testi in lingua. Molti pensano che alla fin fine si capisce comunque e tanto basta. Di conseguenza affidano le traduzioni ad un dipendente che da studente Erasmus è stato sei mesi in Germania o magari al figliolo che è tanto bravo a scuola. Sbagliano. Da sempre l’uso corretto di una lingua è segno di rispetto verso chi si rivolge a noi. Mancare di rispetto alla propria clientela è l’ultima cosa che si può permettere chi vuole stare sul mercato.

In un suo intervento alla conferenza del Movimento Turismo del Vino, tenutasi a Verona nel dicembre scorso, Licia Granello, autorevole voce enogastronomica di La Repubblica, ha detto: “comunicare il vino è un mestiere serio che va lasciato ai professionisti.” Appunto.